Halloween 2024 Il Medico Legale
Halloween 2024 Il Medico Legale, scopriamo insieme l’atto 5 del nostro racconto di avvicinamento ad Halloween.
Referto medico-legale
Nome della vittima:
Diane L. Carter, 29 anni.
Data dell’autopsia:
14 settembre 1995.
Luogo dell’autopsia:
Morgue di Manhattan, Settore 2.
Cause del decesso apparente:
Indeterminata. Assenza di ferite visibili o traumi esterni.
Osservazioni iniziali:
La vittima, Diane L. Carter, è stata trovata in un vicolo dell’East Village, stesa supina, senza segni evidenti di lotta o violenza. La posizione del corpo è anomala: composta, quasi ritualistica. Non c’è sangue, nessuna frattura, nessun segno di strangolamento. Tuttavia, l’espressione del volto è… inquietante. Non vi è traccia di dolore o paura, solo un vuoto glaciale, come se la vita fosse scivolata via senza preavviso.
Durante l’esame ho notato un tatuaggio sul fianco sinistro della vittima, un’immagine nitida e ben definita: la carta dei tarocchi “La Luna”. Questo non è un tatuaggio comune. I dettagli sono incredibilmente precisi, come se fosse stato inciso con una mano esperta. La simbologia della carta — i cani che ululano alla luna, il croissant celeste che domina il cielo — mi ha immediatamente colpito. È come se il simbolo stesso fosse vivo, carico di un significato che mi sfugge.
Analisi dell’inchiostro:
Inizialmente ho trattato il tatuaggio come un comune segno cutaneo, ma le anomalie sono emerse subito dopo le analisi chimiche. L’inchiostro, se così si può chiamare, non risponde a nessuno dei test standard. Non reagisce alla luce UV, non si scompone in alcuna delle sostanze note in laboratorio. Ho eseguito ulteriori esami molecolari, ma i risultati sono stati… assurdi.
Conclusione sull’inchiostro:
L’inchiostro non esiste in nessuna forma riconosciuta. Non c’è traccia di pigmenti organici o sintetici, e non ha alcuna composizione chimica rilevabile. È come se fosse fatto di pura ombra, di vuoto. Ho esaminato centinaia di corpi, ho visto tatuaggi mal eseguiti, marchi amatoriali e segni professionali, ma questo… questo tatuaggio non è di questo mondo.
Non mi è possibile stabilire da cosa sia composto l’inchiostro. Sembra quasi… etereo, come se provenisse da un luogo che non comprendiamo. È come se non appartenesse a nessuna sostanza conosciuta sulla Terra.
Annotazioni personali:
Sono solo. La luce al neon, qui sopra, è l’unica compagnia che ho, e il suo tremolio costante sembra voler raccontare qualcosa che preferirei non ascoltare. Ho deciso di lasciare queste annotazioni personali non perché creda che qualcuno le leggerà davvero, ma perché non posso portarmi dentro ciò che sto provando. Qualcosa non va, e non mi riferisco solo al caso. È come se fossi sul ciglio di un abisso, un abisso che mi fissa indietro.
Ogni volta che abbasso lo sguardo su quel tatuaggio — “La Luna” — mi sembra che la temperatura cali di qualche grado. È come se quella figura non fosse solo inchiostro sulla pelle, ma qualcosa di vivo, qualcosa che osserva e si nasconde dietro un velo di tranquillità. È impossibile spiegare come un disegno possa esercitare una tale pressione psicologica, ma sento la sua presenza. Mi sento osservato, persino adesso, e non posso fare a meno di guardarmi intorno. Nessuno, ovviamente. Solo l’eco di qualche passo nel corridoio, il ronzio del frigorifero, il rumore metallico dei miei strumenti.
Ma l’aria… l’aria è diventata densa, opprimente. Come se ci fosse qualcosa di invisibile che si muove nelle ombre, qualcosa che vuole essere visto ma che sfugge ogni volta che cerco di afferrare il suo senso.
Non voglio sembrare uno squilibrato, ma devo scriverlo: c’è qualcosa in questo caso che non appartiene al nostro mondo. Questo assassino non è solo un uomo. Sento, con una certezza che mi fa rabbrividire, che c’è qualcosa di più antico dietro questi omicidi. Qualcosa che gioca con le regole della vita e della morte come fossero semplici tessere di un mosaico.
Non riesco a togliermi dalla testa l’idea che questo “Tarot Killer” non stia solo uccidendo: sta preparando qualcosa, qualcosa di oscuro e sconosciuto. Ogni carta dei Tarocchi incisa sulla carne delle vittime non è solo un simbolo, ma un tassello. Un pezzo di un disegno più grande. Un piano che non posso — non voglio — comprendere.
Dio, il rumore del neon è insopportabile. Ogni tanto sento un ticchettio, come se qualcosa si muovesse tra le pareti. Eppure, non c’è nessuno. Il silenzio qui è denso, pieno di attesa. Non è naturale, non dovrebbe esserci.
Mi sto convincendo che tutto questo mi stia scivolando addosso, che è solo stanchezza, il peso di un lavoro che mi ha fatto vedere troppe morti innaturali. Ma c’è una voce dentro di me, una voce che sussurra che il peggio deve ancora venire. E quella Luna tatuata sul corpo di Diane… continua a brillare nella mia mente, come se fosse il segno di una notte senza fine.
Non posso fare altro che concludere, ma non riesco a smettere di tremare. Non è il freddo. Non è la fatica. È la consapevolezza che qualcosa di terribile è già qui, con noi, e sta solo aspettando il momento giusto per rivelarsi.
Fine referto.
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ATTO IV
