Atto Finale: 31 Ottobre 1995
Atto Finale: 31 Ottobre 1995
È la notte di Halloween a Manhattan, e Julia Torres si ritrova da sola in un angolo oscuro della città. Un ultimo indirizzo le è arrivato in modo anonimo, proprio quel giorno. Non c’è tempo da perdere; sa che quella notte, la caccia che l’ha ossessionata per mesi potrebbe finalmente trovare una conclusione. I dettagli del messaggio sono vaghi, quasi incomprensibili, ma parlano di un antico rituale che il “Tarot Killer” vuole completare proprio alla vigilia di Ognissanti, nella sala abbandonata di un teatro dimenticato nel Lower East Side.
Julia si inoltra attraverso porte ormai incrostate e pavimenti coperti di polvere. La sua torcia illumina pareti tappezzate di vecchi manifesti sbiaditi e ombre che si estendono in forme disturbanti. Ogni passo rimbomba nei suoi timpani; si sente come un’intrusa, svelando segreti che avrebbero dovuto rimanere sepolti.
Nella grande sala, sotto il soffitto in rovina, si trova il centro della scena: un corpo giace immobile al centro di un disegno fatto di candele. Sulle mani e sul petto della vittima, Julia nota segni che ormai conosce troppo bene: il tarocco dell’Eremita. Ogni carta lasciata dal Tarot Killer fino a quel momento raccontava una parte della storia del destino della vittima, ma l’Eremita… è come un invito. Un richiamo alla verità e alla solitudine.
Torres si avvicina al corpo, in preda a una tensione sottile e crescente. La torcia proietta ombre lunghe, e un soffio gelido le sfiora il collo. Tutt’attorno, il silenzio è quasi innaturale. Ma proprio mentre tenta di sollevare il lenzuolo, un rumore alle sue spalle la blocca.
Alle sue spalle, le pareti della sala sembrano ondeggiare e, lentamente, una figura si staglia nel buio. È un uomo o un’ombra che prende forma? Non è chiaro, ma i suoi occhi sono due abissi neri e, al suo fianco, c’è una lunga falce, una lama annerita che scintilla al tenue chiarore delle candele. “L’Impiccato,” sussurra una voce roca. E Julia realizza che quel simbolo non è inciso sulla vittima, ma su di lei. È la sua carta. Questo è il suo turno.
Un terrore primordiale la pervade. Cerca di parlare, di gridare, ma le parole si bloccano in gola. La figura si avvicina, e Julia nota il tatuaggio che compare sul suo stesso polso, come marchiato a fuoco. Il cerchio si è chiuso, e lei è l’ultimo sacrificio.
Le candele iniziano a tremolare, e un sussurro profondo e oscuro si fa strada nella sua mente: “L’oscurità non ti reclama, perché sei già parte di essa.” La sua vista si annebbia, e l’ultima cosa che percepisce è una risata soffocata, che si diffonde come un’eco nell’aria.
Poi, tutto si spegne.